Restorative Justice
Restorative Justice: un nuovo paradigma di giustizia
La restorative justice (giustizia restorativa o riparativa) è un paradigma che mette al centro le persone e le relazioni, partendo dal riconoscimento del danno e delle sue conseguenze. Non si limita a individuare colpevoli e pene, ma promuove responsabilità personale e collettiva, ascolto reciproco e dialogo costruttivo.
In linea con i principi dello European Forum for Restorative Justice, essa mira a ricostruire i legami spezzati, favorendo la partecipazione attiva di tutte le parti coinvolte, la riparazione del danno e il reinserimento nella comunità. L’obiettivo è generare consapevolezza, trasformazione e giustizia che sia al tempo stesso umana, inclusiva e orientata al futuro.
La restorative justice nasce come risposta ai limiti della giustizia tradizionale, che si concentra sul colpevole e sulla pena. In questo paradigma, invece, la domanda centrale non è “quale punizione merita chi ha causato un danno?”, ma “chi è stato danneggiato e come possiamo riparare?”.
Attraverso strumenti come i circle, le conference e i percorsi di facilitazione e di mediazione, le persone coinvolte — chi ha subito un danno, chi lo ha causato e le comunità — vengono accompagnate in uno spazio sicuro, inclusivo e non giudicante, dove verità, responsabilità e partecipazione attiva diventano elementi fondamentali del processo.
La restorative justice non sostituisce la giustizia penale, ma la integra, offrendo opportunità di dialogo e di assunzione di responsabilità.
Iter giustizia riparativa in ambito penale (Centro di Giustizia Riparativa)
La giustizia riparativa in ambito penale non è vincolata alle fasi del processo penale: la richiesta può essere avanzata in qualsiasi momento, sia prima che durante il procedimento, sia dopo la condanna e l’esecuzione della pena retributiva. Questo è un punto fondamentale introdotto e rafforzato dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 150/2022), che ha istituito i Centri per la Giustizia Riparativa e ha chiarito la possibilità di attivare percorsi riparativi anche a pena espiata.
1. Richiesta di attivazione
- Può essere presentata in qualsiasi momento:
- Prima del processo (fase delle indagini preliminari).
- Durante il processo (dibattimento o udienza).
- Dopo la condanna (in fase di esecuzione della pena).
- Dopo l’espiazione della pena retributiva.
- La richiesta può provenire da: giudice, pubblico ministero, avvocati, servizi sociali, dalla persona che ha subito il danno e dalla persona che ha compiuto il danno.
2. Valutazione preliminare
- I Centri di giustizia riparativa verificano l’idoneità del caso.
- Si accerta la volontarietà delle parti e la sicurezza del percorso.
3. Preparazione delle parti
- Incontri separati con mediatori per chiarire aspettative, bisogni e motivazioni.
- Obiettivo: creare un contesto protetto e rispettoso.
4. Incontro riparativo
- Le parti si incontrano in presenza di mediatori.
- Si condividono vissuti, emozioni e conseguenze del danno.
- Mediazione, conferenza o cerchio riparativo con vittima, autore e mediatori.
- Condivisione dei vissuti, delle emozioni, delle conseguenze del danno.
- Esplicitazione del bisogno di riparazione.
5. Accordo riparativo
- Può includere scuse, risarcimento, attività di utilità sociale, impegni personali.
- Formalizzato e monitorato dai mediatori del Centro di Giustizia Riparativa..
6. Restituzione al giudice (se il procedimento è in corso)
- L’esito viene trasmesso al giudice, che può tenerne conto nella decisione (estinzione del reato, riduzione della pena, valutazione positiva della condotta).
- Se il procedimento è già concluso, l’accordo ha valore sociale, resta significativo per le parti coinvolte (chi ha compiuto il danno, chi lo ha subìto e la comunità).
7. Follow-up e reintegrazione
- Monitoraggio del rispetto degli impegni.
- Coinvolgimento della comunità per sostenere la reintegrazione e la guarigione delle relazioni.
Comprendere la Restorative Justice
La restorative justice (giustizia restorativa o giustizia riparativa) è un paradigma che mette al centro la responsabilità personale, l’ascolto e il dialogo tra chi ha causato un danno, chi lo ha subito e la comunità coinvolta. L’attenzione si concentra sul danno e sulle sue conseguenze, non sull’etichetta della persona.
Il suo obiettivo non è punire, ma comprendere le cause profonde, ricostruire i legami spezzati e favorire una consapevolezza condivisa del danno. In questo processo si generano opportunità di cambiamento, di costruzione di relazioni più giuste e solidali, in linea con i principi di responsabilità, partecipazione e inclusione promossi dalla restorative justice.
Questo paradigma, con i suoi valori, principi e pratiche, può essere applicato in qualsiasi contesto comunitario: dalla famiglia, alla scuola, al quartiere, alla parrocchia, nei luoghi di lavoro, all’interno degli istituti penitenziari, ecc. anche in funzione preventiva. La restorative justice non rappresenta dunque una prerogativa esclusiva dell’ambito penale, ma un approccio trasversale.
Le 5 R della pratica di restorative justice
Relazione (Relationship)
Le pratiche riparative riconoscono che, quando si verifica un torto, individui e comunità si sentono violati. È il danno a queste relazioni ciò che conta principalmente ed è il fulcro su cui le pratiche riparative cercano di intervenire. Quando le relazioni sono forti, le persone vivono vite più appaganti e le comunità diventano luoghi in cui desideriamo vivere. Le relazioni possono essere ricucite attraverso la disponibilità ad assumersi la responsabilità delle proprie azioni e a riparare i danni causati.
Rispetto (Respect)
Il rispetto è l’ingrediente chiave che sostiene l’intero processo riparativo ed è ciò che lo mantiene sicuro. È essenziale che tutte le persone coinvolte in un processo riparativo siano trattate con rispetto. Un modo per riconoscere il rispetto è che la partecipazione a un processo riparativo è sempre facoltativa. Ogni persona è tenuta a mostrare rispetto per gli altri e per sé stessa. I processi riparativi richiedono un ascolto profondo, svolto in modo da non presumere di sapere già cosa dirà l’altro, ma da onorare l’importanza del suo punto di vista. L’ascolto è finalizzato a comprendere gli altri, così che, anche se non siamo d’accordo con il loro pensiero, possiamo comunque essere rispettosi e impegnarci a capire come appare a loro.
Responsabilità (Responsibility)
Perché le pratiche riparative siano efficaci, è necessario assumersi la responsabilità personale. Ogni persona deve prendersi la responsabilità di qualsiasi danno causato a un altro, ammettendo ogni torto commesso, anche se involontario. Assumersi la responsabilità include anche la disponibilità a fornire una spiegazione del comportamento dannoso. Tutti i partecipanti al cerchio sono invitati a cercare profondamente nel proprio cuore e nella propria mente per scoprire se vi sia qualche parte della questione di cui portano responsabilità. Ognuno deve essere disposto ad accettare la responsabilità del proprio comportamento e degli impatti che esso ha sugli altri individui e sulla comunità nel suo insieme.
Riparazione (Repair)
L’approccio riparativo consiste nel riparare il danno che è stato fatto, e le sue cause sottostanti, nella misura più completa possibile, riconoscendo che il danno può andare oltre la capacità di chiunque di ripararlo. Una volta che le persone coinvolte hanno accettato la responsabilità del loro comportamento e hanno ascoltato, nel processo riparativo, come altri sono stati danneggiati dalle loro azioni, ci si aspetta che si impegnino nella riparazione. Questo ci permette di mettere da parte pensieri di vendetta e punizione. È essenziale che tutti i portatori di interesse nell’evento siano coinvolti nell’identificazione del danno e abbiano voce su come esso sarà riparato. È attraverso l’assunzione di responsabilità per il proprio comportamento e la riparazione che le persone possono recuperare o rafforzare il rispetto di sé e quello degli altri.
Reintegrazione (Reintegration)
Perché il processo riparativo sia completo, le persone che possono essersi sentite alienate devono essere riaccolte nella comunità. La reintegrazione si realizza quando tutti hanno lasciato alle spalle il dolore e hanno assunto un nuovo ruolo nella comunità. Questo nuovo ruolo riconosce il loro valore e l’importanza del nuovo apprendimento che è stato compiuto. La persona che ha dimostrato di essere onorevole attraverso l’assunzione di responsabilità e la riparazione del danno ha trasformato l’atto dannoso. Nel momento della reintegrazione, tutte le parti tornano a una giusta relazione tra loro e con la comunità. Questo processo di reintegrazione è l’ultimo passo per raggiungere la completezza.
Alcune risorse sul tema Restorative Justice

Autore: Nome dell’autore
Data di pubblicazione: 2025
Restorative Justice – Viaggio alla scoperta della giustizia riparativa.
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